Attività 2012

aprile 14, 2012 § Lascia un commento

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Salve, torniamo dopo tanta assenza. Volevamo stupire quei pò che ci seguono con un post romantico, sulla febbrile preparazione della stagione, con una bella foto e una bella citazione che dicesse quanto eravamo presi con ordini, preparativi per la semina e sistemazione generale del terrazzo. Ma non l’abbiamo fatto, un pò perchè quel libro dove c’era ‘sta famosa citazione non m’è arrivato (l’avevo preso in biblioteca, quindi poi restituito..). Un pò anche perchè quando si è presi da febbrili preparativi, non si ha tempo per essere romantici. La grande agitazione degli ultimi mesi, che non ci ha dato il tempo per scrivere del nano di giardino, ve la spiegherò forse un giorno.
Intanto qualche prova che non siamo stati a perderci in chiacchiere. Qui, come altrove, si è seminato, lavato, preparato, aspettato.

Nella foto sopra, la prima acqua alle semine 2012, fatte il giorno 18 marzo. Ma chi segue le lune? Parlo per me, ma mi accorgo che per quanti libri possa leggere, non c’è quella naturale sincronizzazione con cicli della natura, come quello della luna, che aveva davvero chi non aveva fatto ancora il grande stacco. Parlo dei contadini ante-chimica, o degli orti dei nonni adesso. Insomma, tutto questo per dire che i pomodori sarebbe meglio piantarli con la luna crescente, e noi immancabilmente l’abbiamo fatto una settimana prima della luna nuova. Inesperti e incoscienti. Non so se è per questo, ma la germinazione è stata lenta, lentissima. Il pomodoro Jani è spuntato ieri notte, ed è passato un mese quasi!

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Lavare i vasi prima della stagione, pensando che con una spazzola dura vegetale si gratti via qualsiasi residuo vegetal/animale eventualmente dannoso per le nuove arrivate. Ecco una cosa da più parti consigliata, in alcuni casi aggiungendo sale, aceto o candeggina (???) in fase di strofinamento.
Servirà? E cosa dire di quei vasi troppo grandi per stare dentro la mia vasca da bagno. Questo quesito porta direttamente ad un altro. Ovvero se sia necessario cambiare totalmente ogni anno il terriccio dei vasi, o se sia più conveniente rigenerarlo con nuova terra, compost o altri componenti adeguati. A questo proposito un mio ultimo acquisto librario, ‘I substrati di coltivazione’, edizioni Edagricole. Quando il tempo mi lascerà scampo, ecco una lettura approfondita sul soggetto substrati, terricci, non-suoli & co.

Il terriccio da semina. Il grande interrogativo di quest’anno è stato: e la torba? Così per qualche settimana mi sono dibattuta in rete per trovare un terriccio ‘peat-free’, senza torba, magari anche apposito per la semina. In Italia è impossibile, allora con mestizia ho ricomprato il solito terriccio (forse quest’anno F. ha comprato quello ‘bio’..), utilizzandolo però con un accorgimento, il setaccio. Setacciare il terriccio da semina serve per togliere le parti più grosse, per ricavare una specie di crema di terra, che non ostacola la radicazione.

E finalmente la semina, in vasetti modulari di torba. Olè.

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