L’anno del dragone

agosto 27, 2011 § 2 commenti

Da due punti di vista, opposti e complementari. Tutto, come dicevo, inizio’ dalla farfalline bianche (aleurodidi delle serre) che avevamo ‘ereditato’ da un esemplare di pelargone prelevato direttamente da un vivaio. Le prolificissime farfalline hanno debilitato le giovani piante, soprattutto i cetrioli, le zucchine e i pomodori, preparando il campo ad una serie di altri malanni: gli afidi, che gia’ avevano cominciato la loro impresa con la menta, ragnetti rossi, altri afidi neri, insetti lanuginosi (forse meglio indentificati come afide lanigero) e funghi vari che hanno provveduto all’ingiallimento prematuro delle foglie, soprattutto dei nostri amati pomodori. Stranamente solo l’oidio, gli anni scorsi molto violento, non ha disturbato troppo.
Questa la prima apparizione del ‘dragone’. Come reagire? E poi, reagire?
Credo che uno dei principali difetti dell’orto sul balcone sia l’isolamento da qualsivoglia biodiversita’ naturale. Questo da un lato lo tutela dall’arrivo di parassiti e malattie nell’aria, ma quando una minaccia occorre, niente puo’ intervenire a neutralizzarla. Coltivare in vaso poi significa dare ‘artificialmente’ alla pianta tutto cio’ di cui ha bisogno e se questo non avviene correttamente, lo stato generale della coltura ne risente. Per questo attacchi che potrebbero essere tranquillamente sopportati da piante in buona salute e coltivate in campo aperto, diventano micidiali per le piante in vaso. 

A questo punto era diventato necessario un intervento. Prima i rimedi soft biologici fai da te (tanaceto per insetti parassiti, equiseto per le malattie fungine), poi accorgimenti come le trappole cromotropiche per le farfalline bianche, poi le soluzioni ancora biologiche ma un po’ piu’ professionali, direttamente dai magazzini di chi il biologico lo fa sul serio (o quasi). Alla fine siamo ricorsi, ahime’, anche a trattamenti chimici o quasi, nella speranza di creare una tabula rasa per poter po riprendere dei trattamenti piu’ leggeri . 

Ecco la seconda apparizione del dragone: l’uso imponente (considerata la scala) di ogni tipo di lotta armata contro il pericolo che metteva a repentaglio la buona riuscita del nostro lavoro. Questo contrattacco fermava temporaneamente il malanno, che poi riprendeva, considerata anche la nostra poca regolarita’ nei trattamenti (speranzosi che il paziente si rimettesse da solo).

Bilancio finale: c’e’ un po’ di disappunto nel constatare che qualcosa non ha funzionato, l’impegno e la profusione di cure sono stati troppi,  considerato il risultato attuale (in termini estetici e di reddito orticolo). A questo va aggiunto il fatto che la sperimentazione varietale non ha dato sempre i risultati promessi o sperati (ma anche questo sara’ oggetto di un altro articolo). 

Quindi? Dobbiamo disperare noi giardinieri da balcone? Assolutamente no. Le zucchine hanno provveduto ottima materia prima per qualche sugo estivo, il meraviglioso Hahms Gelbe Topftomato e’ bellissimo con i suoi piccoli frutti gialli, i peperoni sono un universo ancora da scoprire, i peperoncini maturano tranquilli al sole che, almeno quello, pare non mancare proprio in questo agosto sopra le righe.

 

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§ 2 risposte a L’anno del dragone

  • hortus scrive:

    Vedo con piacere che affrontate le difficoltà senza troppo abbattervi. In giardino e in orto le annate e i raccolti più o meno buoni ci sono sempre, non è il caso di fare una tragedia. Auguri per la prossima semina e i prossimi raccolti.😉
    A presto,
    Davide

  • nanodigiardino scrive:

    certo, non ci demoralizziamo! anzi, siamo sempre piu’ impazienti che passi l’inverno e cominci un’altra stagione. anche se questa deve ancora finire, in realta’….

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