Il decotto di equiseto

maggio 12, 2011 § 4 commenti

Abbiamo imparato a riconoscere l’equiseto quando per la prima volta abbiamo letto delle sue proprietà antifungine e ne abbiamo usato il decotto per contrastare l’oidio. Alla fine usiamo la pianta secca acquistata in erboristeria ma sarebbe così facile, in questa stagione, andare a raccoglierlo fresco. La sua forma è inconfondibile  e una volta individuato, capita di vederne in ogni dove. Prati, campi, scampoli di terzo paesaggio.
L’equiseto contiene un’alta percentuale di silice e di sali di acido solforico e pare siano queste proprietà a determinare le sue capacità antifungine. Vi lascio in fondo qualche link più preciso dal punto di vista botanico e, per il momento, mi limito a parlare di come si può utilizzare a livello casalingo, sia come prevenzione che come trattamento d’emergenza, secondo la ricetta di Marie-Luise Kreuter nel suo Orto e giardino biologico:

1) 1kg di piante fresche/150 g di piante secche per 10 litri d’acqua
2) lasciare ammollare per 24 ore
3) far bollire il tutto per mezz’ora
4) lasciar raffreddare e poi filtrare
5) spruzzare direttamente sulle parti infestate, diluito in proporzione 1:5

Ovviamente queste quantità sono esagerate per chi ha solo qualche (o più) pianta sul balcone. Io ho usato 50 grammi di equiseto secco per 3 litri d’acqua, e già presumo che dovrò buttarne via parecchio.
Comunque, i risultati: quando abbiamo usato l’equiseto per la prima volta ne abbiamo sottovaluto le proprietà “brucianti” per cui ci siamo trovati senza oidio ma anche senza pianta. E’ quindi bene diluire il decotto e trattare con attenzione, distanziando anche di parecchi giorni le irrorazioni, che vanno fatte quando c’è il sole e non c’è troppa umidità. In generale è bene continuare a seguire con attenzione le condizioni della pianta, staccando le parti ancora infestate, avendo cura di posizionarle in luoghi soleggiati, tarando le irrorazioni a seconda del rapporto bruciatura da equiseto/persistenza di oidio.

Insomma, il decotto di equiseto può funzionare, ma le condizioni essenziali sono comunque la cura e l’osservazione e, se proprio non si riesce a debellare il fungo, essenziale sarà il coraggio di eliminare la pianta senza lasciare nessuna traccia!

actaplantarum
unquadrato di giardino (anche per altri rimedi)

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§ 4 risposte a Il decotto di equiseto

  • […] Il decotto di equiseto! […]

  • hortus scrive:

    Intanto bellissimo blog, vi inserirò sicuramente nel mio blogroll. Poi avete ragione, in questa stagione è facilissimo trovare l’equiseto – la maggior parte delle persone non sa che pianta sia né a cosa serva, quindi se ne trova in abbondanza. Grazie per la ricetta e complimenti per il vostro orto sul balcone. Siete un ottimo esempio da seguire!😉
    A presto,
    Davide

  • nanodigiardino scrive:

    grazie Davide, l’equiseto poi è una pianta bellissima!

  • Fabio campanile scrive:

    Io però ho un dubbio: quale equiseto? A quanto mi risulta ne esistono diverse varietà. La “coda cavallina” è l’equisetim telmateia [http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=1207](e non l’equisetum arvense (http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=15124), né tanto meno l’equisetum hyemale [http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=15203] citato sopra). Quale è quello giusto per quest’uso? si possono usare tutti? Da molti siti e testi sembrerebbe l’arvense quello da usare (equiseto dei campi) ma spesso lo chiamano anche “coda cavallina”. Sono un po’ confuso

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