13 marzo: prima semina

aprile 6, 2011 Commenti disabilitati

Con un pò di ritardo ecco il resoconto della nostra prima semina 2011. Abbiamo piantato quello che avevamo in eredità dagli anni scorsi, perchè i nuovi semi ordinati dovevano ancora arrivare (purtroppo li stiamo aspettando ancora adesso..): fagiolini, erbe aromatiche (maggiorana, santoreggia, basilico, melissa, ruta, coriandolo), le melanzane, i peperoncini, questi con semi direttamente prelevati da frutti secchi o freschi dalla nostra cucina. Abbiamo piantato, per la prima volta, nei vasetti di torba. In un prossimo post il risultato di questa semina dopo quasi un mese insieme ai pro e ai contro dei vasetti di torba.
Ma per oggi volevo limitarmi a fare un discorso sulla grande domanda che si potrebbe fare un orticoltore (sul terrazzo) alle prime armi. SEME O PIANTINA?
La mia risposta è solo una: SEME! Per una serie di motivi.

Ecco quelli ludici:

1. Poter passare gli ultimi giorni invernali a cercare nuove sementi in rete o nei cataloghi. Come dice Alys Fowler, “every good gardener knows that the only true tonic to grey winter days is seed catalogues”.
2. La semina anticipa i tempi, non tanto del nostro orto, ma della nostra attività di giardinieri e, visto che lo scopo non è la massima produttività delle piante, ma, in fondo, il nostro divertimento, meglio cominciare a divertirsi prima.
3. Veder spuntare la testina scura del basilico, le due inconfondibili foglioline del pomodoro o rendersi conto della potenza insita in un fagiolino e del modo in cui si erge fiero per poi liberarsi dei suoi cotiledoni, non ha (qui scatta il pop) prezzo.
4. Germinerà o non germinerà? Perchè negarsi un pò di sana apprensione e trepidante attesa? Perchè non svegliarsi il mattino, andare a controllare il semenzaio, e, prima di andare al lavoro, rallegrarsi per una nuova, minuscola, vita?

Ma non potevano mancare quelli pragmatici:

5. Se vogliamo che il nostro giardino sul terrazzo sfrutti al massimo le poche risorse che ha, non possiamo fare affidamento sulle varietà da orto proposte nei nostri vivai italiani. I più comuni pomodori, anche se determinati, cresceranno comunque sempre troppo per dei vasi, seppur grandi. Varietà di zucchine spacciate come nane, vi invaderanno il terrazzo per darvi, a fine stagione, solo qualche zucchina rinsecchita. Si può provare certo, e si può essere fortunati, ma perchè complicarsi la vita?
6. E poi, variamo un pò! Mica esistono solo i ciliegini, i cuore di bue e i San Marzano! Perchè non sbizzarrirsi con varietà selezionate per essere compatte e produttive anche in vaso? Niente ibridi, solo un attento lavoro di selezione. La pratica della coltivazione in vasi e containers è molto diffusa nei paesi anglosassoni, Stati Uniti su tutti. Certo, qualcuno solleverà delle obiezioni sul fatto di farsi spedire qualche bustina di sementi da oltreoceano, ma io sinceramente, penso che tra tanti mali, questo non sarebbe certo il maggiore. Una volta tanto, se dobbiamo importare qualcosa, importiamo qualcosa di buono.
7. Per la nostra piccola esperienza, tutte le piantine cresciute in serra che abbiamo trapiantato nei nostri terrazzi, ci hanno procurato fastidi con parassiti e attacchi di oidio. Noi coltiviamo senza usare antiparassitari e prodotti chimici e di solito gli orti sul terrazzo hanno di buono che sono meno soggetti ad attacchi e malattie, essendo minori le sollecitazione dall’esterno. Quindi, perchè portarsi il male volontariamente dentro casa?

Detto questo, siete ancora in tempo per la semina, quindi, seminate!

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